GE/14. Altro dalle Immagini

A cura di Filippo Maggia

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Artisti in mostra: Elisa Franceschi (Vicenza, 1987), Eva Frapiccini (Recanati, 1978), Claudio Gobbi (Ancona, 1971), Tancredi Mangano (Lisieux, Francia, 1969), Paola Pasquaretta (San Severino Marche, 1987), Bruno Pulici (Milano, 1981), Francesca Rivetti (Milano, 1972), Elisabetta Senesi (Tolentino, 1977), Valentina Sommariva (Milano, 1986), Giulia Ticozzi (Milano, 1984).

Sono passati ormai 15 anni dalla prima edizione di “Da Guarene all’Etna”, progetto lanciato nel 1999 dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo volto a indagare le pratiche dei giovani artisti italiani impegnati nell’interpretazione del linguaggio delle immagini.

Da allora sono 41 gli artisti che via via hanno partecipato a questa indagine, alcuni di essi presenti in più edizioni del progetto che ha avuto una periodicità quasi triennale: la prima edizione nel 1999 nel suggestivo spazio dell’Ex Chiesa del Carmine di Taormina, alla Galleria Civica di Modena l’anno successivo e infine a Milano presso la Galleria del Credito Valtellinese nel 2001; un’edizione rinnovata della prima nel febbraio del 2002 presso l’ex Padiglione Italia del complesso della Biennale di Venezia; nel 2003, una nuova selezione di artisti a Guarene d’Alba, poi proposta a Palermo presso la Civica Galleria d’Arte Moderna nel 2004, a pochi mesi di distanza dall’edizione tutta al femminile dal titolo “Tell Me Why”, sempre a Guarene. Nel 2006, altri nove giovani autori vengono presentati, per arrivare all’edizione del decennale del progetto, nell’autunno del 2009, ove si ritrovano i 35 artisti sino ad allora invitati.

I dieci artisti presenti in GE/14. Altro dalle Immagini partecipano con i loro lavori ad un’offerta complessiva assai eterogenea e variegata quanto a forme e utilizzo del linguaggio delle immagini, ove la fotografia recita tuttavia un ruolo chiave, ponendosi come riferimento preciso e imprescindibile anche quando non sembra risultare al centro della ricerca dell’artista.

In questo approccio, sembrerebbe, consiste il grande e improvviso scostamento di questi artisti dalla tradizione italiana che nelle precedenti generazioni ha sempre guardato al paesaggio e alle varie declinazioni di questo dai tempi di Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Guido Guidi, insistendo poi con i più giovani Vincenzo Castella, Olivo Barbieri o Walter Niedermayr, solo per citare alcuni dei tanti interpreti della fotografia italiana degli ultimi decenni, privilegiando una interpretazione diretta del mondo che è ben presente anche nelle opere di molti dei protagonisti delle precedenti edizioni di Da Guarene all’Etna: basti pensare ai lavori di Vittore Fossati, Andrea Abati, Luca Campigotto, Andreoni e Fortugno, Antonio Biasiucci o Francesco Jodice.

Sembrerebbe, abbiamo detto, poiché in realtà, se nel metodo è immediatamente percepibile lo scostamento da un modus videndi che è insito nel DNA della fotografia italiana, è soprattutto nei contenuti che il salto generazionale ultimo si fa sentire, evidenziando come la pratica artistica, il vedere il mondo per immagini per arrivare ad altro dalle immagini in sé, sia un processo necessario, approdo ultimo e unico di una ricerca che attraversa molteplici territori che il fotografo può, grazie alla sua particolare sensibilità, sintetizzare e restituire in opera. Esemplari, in tal senso, i lavori mixed media e installativi di Elisabetta Senesi, Paola Pasquaretta, Eva Frapiccini, come lo sono da altra prospettiva, quelli di Tancredi Mangano, Claudio Gobbi o Giulia Ticozzi, fra scrittura visiva, storia e letteratura, e in altra forma quelli composti da immagini in movimento di Francesca Rivetti, Bruno Pulici e Valentina Sommariva. Elisa Franceschi, infine, più vicina all’importante passato della fotografia italiana, utilizza il paesaggio come tableau ove collocare il mondo degli adolescenti, oggi senza dubbio fra i più enigmatici e insidiosi.

La mostra ha una colonna sonora. La Fondazione ha organizzato la seconda edizione di soundtrART – la mostra sonorizzata, concorso rivolto a musicisti, dj, compositori, professionisti, aspiranti e dilettanti, anche professionisti che hanno composto la colonna sonora della mostra basandosi sul concept e immagini della opere. I vincitori sono Antonello Aloise e Riccardo Di Gianni con il brano A due Passi.

 

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