Riportiamo qui sotto il testo di un articolo apparso su "Il Giorno - Milano" in data 11 giugno 2010 riferito alla mostra You-We + Ablo realizzata dalla Fondazione e visitabile alla Rotonda di via Besana fino all'8 luglio 2010
"Scoperta la via Padova d'arte Peccato, merito dei torinesi"
Se, come appare dalle recentissime polemiche, la cultura dell'arte contemporanea a Milano viene gestita in un clima da Far West, con l'assessore alla Cultura nella parte improbabile e ingrata dello sceriffo che non sa dove mettere le mani ma che comunque ci prova, e dove vince sempre la pistola più veloce e pronta a sparare, questa volta, per fortuna, ha prevalso non solo la rapidità e la potenza ma anche l'eccelsa qualità. Ha inaugurato infatti, alla Rotonda della Besana (fino all'8 luglio, ingresso gratuito, info 02.88465677) la mostra «You-We», ovvero video dalla collezione Sandretto Re Rebaudengo, più il progetto speciale Ablo.
Tema centrale della mostra è la contaminazione tra culture differenti: la società ibrida costruita da tanti vasi comunicanti, non più solamente fisici e trans-migratori, ci mette di fronte al concetto, ormai assolutamente relativo e in costante metamorfosi, d'appartenenza culturale. Nel solco di questi pensieri la Fondazione ha ritenuto opportuno quindi sponsorizzare il progetto Ablo, un concorso a invito e a tema dove è stato chiesto a dieci giovani artisti italiani di creare un video di tre minuti su Ablo, al secolo Abdullay Kadal Traore, musicista delBurkina Faso, residente a Milano da sette anni, nell'ormai ben nota via Padova dove, tra l'altro, suona spesso con la multietnica Orchestra di via Padova. Montati in sequenza, i dieci «ritratti» compongono un'opera unica, che è stata donata al Comune di Milano.
Esponente della Torino più blasonata e contemporanea, la Fondazione Re Rebaudengo, ormai una realtà assolutamente riconosciuta a livello intemazionale, ha quindi conquistato un piccolo pezzo della nostra città. Spiace che, date l'occasione e la generosità della Fondazione, il Comune non si sìa sforzato di spostare realmente l'attenzione su via Padova, ma abbia scelto di trasportarne un pezzetta presentabile in centro. Tanta più che le realtà meritocratiche della zona sono innumerevoli, basti pensare all'associazione non-profit Assab One, attiva ormai da anni con un'ottima programmazione di ricerca sulla giovane arte, o il liceo artistico Caravaggio, una vera eccellenza capace di creare dibattiti culturali e mostre di livello.
Certo, quando il 22 e 23 maggio tutte le realtà della zona hanno organizzato l'evento «Via Padova è meglio di Milano, il Comune non ha negato il suo patrocinio, ma, tutto sommato, è parso un po'poco. Sarebbe stato bello trovare il modo, approfittando dell'evento inaugurale della mostra « Ymi- We», di fare spostare una certa Milano verso la periferia anche fisicamente e non solo mentalmente.
