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"Il Giorno" di Milano a proposito di You-we + Ablo
articolo uscito in data 11 giugno 2010
14 Giugno 2010

Riportiamo qui sotto il testo di un articolo apparso su "Il Giorno - Milano" in data 11 giugno 2010 riferito alla mostra You-We + Ablo realizzata dalla Fondazione e visitabile alla Rotonda di via Besana fino all'8 luglio 2010


"Scoperta la via Padova d'arte Peccato, merito dei torinesi" 

Se, come appare dalle re­centissime polemiche, la cultura dell'arte contemporanea a Milano viene gestita in un clima da Far West, con l'assessore alla Cultura nella parte improbabile e ingrata dello sceriffo che non sa dove mette­re le mani ma che comunque ci pro­va, e dove vince sempre la pistola più veloce e pronta a sparare, que­sta volta, per fortuna, ha prevalso non solo la rapidità e la potenza ma anche l'eccelsa qualità. Ha inaugurato infatti, alla Rotonda della Besana (fino all'8 luglio, in­gresso gratuito, info 02.88465677) la mostra «You-We», ovvero video dalla collezione Sandretto Re Rebaudengo, più il progetto speciale Ablo.
Tema centrale della mostra è la con­taminazione tra culture differenti: la società ibrida costruita da tanti vasi comunicanti, non più solamen­te fisici e trans-migratori, ci mette di fronte al concetto, ormai assoluta­mente relativo e in costante meta­morfosi, d'appartenenza culturale. Nel solco di questi pensieri la Fon­dazione ha ritenuto opportuno quin­di sponsorizzare il progetto Ablo, un concorso a invito e a tema dove è stato chiesto a dieci giovani artisti italiani di creare un video di tre mi­nuti su Ablo, al secolo Abdullay Kadal Traore, musicista delBurkina Faso, residente a Milano da set­te anni, nell'ormai ben nota via Pa­dova dove, tra l'altro, suona spesso con la multietnica Orchestra di via Padova. Montati in sequenza, i die­ci «ritratti» compongono un'opera unica, che è stata donata al Comu­ne di Milano.
Esponente della Torino più blaso­nata e contemporanea, la Fondazione Re Rebaudengo, ormai una realtà assolutamente riconosciuta a livello intemazionale, ha quindi conquistato un piccolo pezzo della nostra città. Spiace che, date l'occa­sione e la generosità della Fondazio­ne, il Comune non si sìa sforzato di spostare realmente l'attenzione su via Padova, ma abbia scelto di tra­sportarne un pezzetta presentabile in centro. Tanta più che le realtà meritocratiche della zona sono innu­merevoli, basti pensare all'associa­zione non-profit Assab One, attiva ormai da anni con un'ottima pro­grammazione di ricerca sulla giova­ne arte, o il liceo artistico Caravaggio, una vera eccellenza capace di creare dibattiti culturali e mostre di livello.
Certo, quando il 22 e 23 maggio tut­te le realtà della zona hanno orga­nizzato l'evento «Via Padova è me­glio di Milano, il Comune non ha negato il suo patrocinio, ma, tutto sommato, è parso un po'poco. Sa­rebbe stato bello trovare il modo, ap­profittando dell'evento inaugurale della mostra « Ymi- We», di fare spo­stare una certa Milano verso la peri­feria anche fisicamente e non solo mentalmente.